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04 Gennaio 2008

VISIONE NOTTURNA

Che cosa bizzarra: l’aria che respiro stasera ha un sapore diverso. E’ fredda come quella di ieri o dell’altro ieri, ma oggi questo freddo mi secca la gola, come un presagio che qualcosa di ignoto si sta per rivelare.

Li nel buio serafico appare un figura, un fantasma: il suo volto è irriconoscibile, sbiadito, confondibile con un riflesso lunare.

Resto immobile ad osservare lo spettro che più si avvicina più diventa chiaro quasi stesse prendendo forze per poter rivolgermi quelle parole:

 

… amici del Vento, amici del vento…

 

Ora il suo viso ha le sembianze di un giovinetto, con due grandi occhi scuri, pallido ma non troppo da non scorgere sulla sua gota un rivolo di quello che potrebbe essere sangue che fluisce lento da una ferita alla testa.

 

Amici del vento…. abbiamo attaccato tutti i manifesti…

 

Credo che non capisca che siamo di due sostanze diverse: lui è morto ed io sono vivo.

 

Morire oggi? Che idea assurda, camerata!

C’è l’università, ci siete voi, ci sono papà e mamma, c’è la mia piccolina…

 

La mia lingua intorpidita riesce solo a ripetere.

 

morire

 

Camerata, e finiscila di rompere il cazzo con sta cosa della morte…abbiamo attaccato tutti i manifesti!

 

Lo sforzo per me è quello di mettere in fila due parole per articolare qualcosa di sensato, anche se sto parlando senza suoni.

 

 tutti i tuoi sogni!

 

E quante volte te lo devo dire! Non sono sogni: i sogni sono solo i ricordi di una notte trascorsa. Niente sogni! Sono ideali….Sono questi ideali che mi danno realtà e consistenza, sono questi che mi permettono di sentire che ho ancora un cuore che batte ed è per questi ideali che posso guardarmi allo specchio e vedere il mio volto, il mio e non quello di una maschera, fra tante maschere.

 

Un colpo di scure dal dispiacere! che sciocco così tanto attaccato alla vita che ancora crede di avere una dimensione reale!

 

Certo che sono reale, fratello. Sono tempi duri e pesanti come una cappa di piombo, e scanditi dal piombo delle pallottole… ma dobbiamo viverli come avrebbe vissuto un antico guerriero… fianco a fianco, a coprirci gli uni gli altri e avanzando serrati!

Non voglio che i miei figli un giorno possano maledire il loro padre…

 

Tu non hai figli! Sei scomparso prima che la tua vita potesse realizzarsi!

 

Quante cazzate spari stasera?...certo che ho figli e loro si ricordano di me…della mia realtà e della mia appartenenza…il mio ricordo è una fiaccola sempre accesa nei loro animi.

 

Tu non capisci, dei codardi ti hanno sparato quando avevi 19 anni insieme ad altri amici e camerati!

 

Per un attimo la sua effigie sembra sbiadirsi di nuovo, ma solo per un decimo di secondo per riprendere vigore

 

Ah, cazzo! E’ vero me l’ero scordato…quando si cessa di camminare sulla terra ci si dimentica sempre  quegli ultimi istanti…mi pare che dei rossi mi hanno ammazzato la sera che stavamo attaccando i manifesti…gli amici del vento avrebbero suonato…si stava progettando cosa fare a gennaio…il mio nome è Franco.

 

La sua ferita smette di sanguinare quando i suoi occhi ora cosi limpidi nei minimi particolari si guardano le mani.

 

Tu sei una vittima di un sistema che ha usato le vite di ragazzi come te per coprire i suoi abbietti meccanismi di potere e che alla fine ha vinto. Voi avevate degli obbiettivi e forse anche la possibilità di realizzarli: ma alla fine tutto è andato perduto.

 

Temo camerata che è vero quello che dici. Siamo di due sostanze diverse: noi, come  ricordi, siamo vivi e voi, privi di identità, siete morti. Noi ci costruivamo un futuro, voi lo state mandando a puttane!

 

No no…vivi sotto una coltre di nulla!…senza una guida o un simbolo…  in un limbo di volontà, senza nè spirito nè idea comune…e anche quando questa idea c’è non può che soffocare nel vuoto…

 

Gli ideali hanno bisogno di muscoli per farsi strada, di gambe per marciare e di cuori per battere; hanno bisogno di menti vigorose che non siano intaccate dal mal di vivere, hanno bisogno di rischi e di azioni, di parole urlate al vento e di risate coraggiose. Hanno bisogno di nuovi spiriti, nuovi diamanti puri!

Non ricordare per rimpiangere, ma ricorda affinché la mia morte, come quella di tanti altri come noi  sia da sprone a voler dare ai tuoi figli anche solo una speranza in più!

 

Un sorriso balena sul viso di quel ragazzo morto in via Acca Larentia quel 7 gennaio di 30 anni fa e una folata di questa fredda aria dissolve la sua immagine.

E’ buio ma quel sorriso è vivo e si chiama speranza!

 

Franco Bigonzetti e tutti gli altri con lui PRESENTI!

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