03 Marzo 2009

Il superuomo di Mussolini

 

IL SUPERUOMO


"Quale impulso segreto, quale interna rivolta hanno suggerito al solitario professore di lingue antiche dell'università di Basilea questa superba nozione?

Forse il taedium vitae … della nostra vita. Della vita quale si svolge nelle odierne società civili dove l'irrimediabile mediocrità trionfa a danno del pianeta uomo.

E Nietzsche suona la diana di un prossimo ritorno all'ideale. Ma ad un ideale diverso fondamentalmente da quelli in cui hanno creduto le generazioni passate. Per comprenderlo verrà una nuova specie di “spiriti liberi” fortificati nella guerra, nella solitudine, nel grande pericolo, spiriti che conosceranno il vento, i ghiacci, le nevi delle alte montagne, e sapranno misurare con occhio sereno tutta la profondità degli abissi, spiriti dotati di un genere di sublime perversità, spiriti che ci libereranno dall'amore del prossimo, della volontà del nulla, ridonando alla terra il suo scopo e agli uomini le loro speranze, spiriti nuovi, liberi, molto liberi che trionferanno su Dio e sulla Natura.
...

Il superuomo è un simbolo, è l'esponente di questo periodo angoscioso e tragico di crisi che attraversa la coscienza europea alla ricerca di nuove fonti di piacere, di bellezza e d'ideale. È la costatazione della nostra debolezza, ma nel contempo la speranza della nostra redenzione. È il tramonto – è l'aurora. È soprattutto un inno alla vita alla vita vissuta con tutte le energie in una tensione continua verso qualche cosa di più alto, di più fino, di più tentatore".


Benito Mussolini, nel suo saggio sulla filosofia nietzschiana “La filosofia della forza”, individua nel superuomo il simbolo del nuovo spirito che guizza al di là dell'uomo medio e mediocre; è questa nuova concezione dell'uomo che permetterà al giovane Benito di superare -includendola- la sua anima socialista rivoluzionaria in un nuovo orizzonte ideologico che caratterizzerà il primo fascismo (quello che applaudivano anche gli antifascisti) e vent'anni dopo, a suo modo, il fascismo repubblichino. Sono parole chiare e straordinariamente attuali, su cui dovremo silenziosamente meditare: nella profondità degli abissi ci siamo, è arrivato il momento di scrutare l'abisso con l'occhio sereno dell'Übermensch.

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