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26 Settembre 2008
Hitler e la seconda guerra mondiale Il riarmoCorsa al riarmo? Le prime mosse di Adolfo sullo scacchiere europeo inizialmente non suscitarono scalpore: il 7 marzo del 1936 “tre battaglioni della Wehrmacht varcavano il Reno per marciare sulle città di Aquisgrana, Treviri, Saarbrueken accolti dalle popolazioni fra lanci di fiori e grida di Heil Hitler” (Spinosa, “Hitler il figlio della Germania”, Mondadori 1991, pag.321). In questo modo la Germania recuperava la Renania che era sotto controllo francese (patto di Locarno 1925). Questa azione fu assai azzardata poiché militarmente la Germania era ancora inferiore agli eserciti inglesi e francesi. Adolfo a tal proposito diceva: “Tremo come forse non mi è mai accaduto finora. Se i francesi ci attaccano avranno la meglio. I nostri mezzi non sono in grado di contrapporre la benché minima resistenza.” Tuttavia la Francia non rispose e la stessa Inghilterra arrivò a dire che i tedeschi “si erano solo ripresi il loro orticello dietro casa”. Nel 1936 al congresso del partito di Norimberga Adolfo annuncia il suo Piano Quadriennale per rendere l’economia tedesca autonoma, che prevedeva anche un potenziamento dell’industria bellica e il conseguente riarmo. Come dice: “Questo è il segreto del mio Piano Quadriennale: ho condotto il popolo ad una economia autarchica! Non ho risolto il problema con l’industria bellica”. L’opinione incontrovertibile dei vincitori è che i Nazionalsocialisti ottennero il pieno impiego dei lavoratori non per una riforma strutturale del sistema economico, ma trasformando la Germania in una sorta di fortezza in cui si producevano armi di sterminio. Ma lo storico inglese A.J.P. Taylor sostiene che: “Il segreto Nazionalsocialista non fu la produzione bellica; fu la libertà dai principi ortodossi dell’economia” e precisa: “Ancora nel 1939 l’esercito tedesco non era attrezzato per una guerra prolungata; e nel 1940 le sue forze terrestri erano inferiori a quelle francesi in tutto, eccetto il comando”. Commenta Klett: “Se “il pieno impiego [tedesco] dipese in larga parte dalla produzione degli armamenti”, la Germania non avrebbe dovuto essere “attrezzata per una guerra prolungata” già nel 1939? Con una tale “produzione degli armamenti” come poteva essere l’esercito tedesco, ancora nel 1940, “inferiore a quello francese in tutto, eccetto il comando”? Le statistiche reali, citate dallo storico dell’economia John Kenneth Galbraith, rispondono a queste due domande: “Ancora nel maggio del 1940 l’industria bellica [tedesca] rappresentava meno del 15% della produzione industriale totale [e questo otto mesi dopo l’inizio della guerra!]; la percentuale raggiunse il 19% nel 1941, il 26% nel 1942, il 38% nel 1943 ed infine il 50% nel 1944. (R.Jordan, “Alcune osservazioni dopo 50 anni” Traduzione dal tedesco e commento di Ronald Klett. Tratto da “The Journal of Historical Review”, vol5, n°1, pag 77-83) Un riarmo dunque che viene additato come una minaccia ma che in realtà non doveva apparire molto anomalo nell’Europa degli anni ‘30. All’epoca infatti Francia, Inghilterra e Urss potevano contare su arsenali militari numericamente più importanti di quelli della Germania, che come abbiamo già visto potenziò realmente il suo apparato militare negli ultimi tre anni di guerra! La Francia possedeva un esercito di terra insostituibile e forte, anche se mancava di una gerarchia militare coesa, che sarà uno dei motivi per cui nel 1940 la Francia capitolerà ai piedi del Reich. L’Inghilterra godeva come non mai della sua potenza sui mari grazie alla flotta di Sua Maestà, ed era incontrastata e incontrastabile nell’approvvigionamento di risorse. L’Urss di Stalin ricalcava l’impero russo zarista e l’Armata Rossa incombeva sull’Europa dell’Est, nel tentativo che vedremo sferrato fra il 1939 e il 1940, di recuperare alcuni territori dell’Est europeo e la Finlandia. Che senso ha quindi accusare la Germania di riarmo ai fini di impiantare una guerra? | AVVISO
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