21 Maggio 2008

ANTISEMITISMO - LEGGI RAZZIALI - LA SALUTE DELLA RAZZA

LA SALUTE DELLA RAZZA.

Le leggi per la protezione del sangue e dell’onore tedesco sono passate alla storia come le indimenticabili (visto che su di esse vige il dovere della memoria) leggi di Norimberga del 1935.

Alla conta delle leggi sulla razza vengono aggiunti altre due provvedimenti precedenti, promulgati nel 1933.

 

Il primo di questi datato 7 aprile 1933 riguardava il rinnovo dell’amministrazione pubblica: per la prima volta il codice si riferiva a dei non ben definiti  “non ariani”.

In esso si stabiliva che doveva essere escluso dalle mansioni amministrative statali chi non avesse qualifica ed istruzione adeguate a ricoprire quel posto (un rinnovo meritocratico, anche se dipendente dal partito, del lavoro pubblico), chi non fosse ariano (e tuttavia erano esclusi dall’allontanamento i non ariani che avevano combattuto per la Germania o i famigliari non ariani dei caduti al fronte), e chi avesse precedentemente praticato attività politica che avesse minato o potesse minare il bene dello stato (per evitare evidentemente possibili boicottaggi).

 

Il secondo provvedimento risale a qualche mese dopo e affronta la questione della sterilizzazione in chiave eugenetica.

Qui mi si lasci però dare delucidazioni su quella che era la questione della salute pubblica per il Reich. La forza della razza non era semplicemente un borioso slogan per instupidire le masse di tedeschi, ma richiedeva da parte di ogni singolo cittadino tedesco il dovere alla salute in contrapposizione alla visione “marxista” della salute come “diritto a fare del proprio corpo quello che si vuole”.

I “crimini” del nazionalsocialismo hanno totalmente relegato all’ombra le campagne a favore della salute pubblica che resero il Reich uno dei paesi più all’avanguardia, diremo noi, in campo igienico-sanitario, e che sono state riesumate in un libro “La guerra di Hitler contro il cancro” dell’americano Nelson Proctor.

 

Il popolo tedesco per poter essere forte in ogni frangente della vita doveva essere innanzi tutto un popolo costituzionalmente sano; lo sport e l’educazione fisica entrarono nella vita dei cittadini e in particolare dei giovani, inquadrati nei vari Jungvolk, Hitlerjugend, Jungmaedel,  ricchi o poveri che fossero. Era la nazione stessa che si prendeva cura di ogni suo elemento, nelle manifestazioni ginniche e sportive. La difesa della salute del corpo era così strenua quanto la lotta alla malattia: la Germania nazionalsocialista investì la medicina e la sanità pubblica nella guerra contro il cancro e contro le malattie da lavoro come mai nessun altro stato prima di allora, nello screening di massa sui tumori femminili, nella campagna anti-tabacco per la prima volta indicato come la causa principale del tumore al polmone, nella campagna sulla corretta alimentazione che scoraggiava il consumo di carne, dolci e grassi a favore di cibi naturali come frutta, verdura e cereali, nella battaglia all’alcolismo, considerato una vera piaga sociale. Inoltre ci fu una netta virata verso il sostegno all’erboristeria contro l’industria farmaceutica e l’abuso insensato di farmaci: in pochi anni gli ettari di terreno destinati alle piante medicinali quintuplicarono e nella stessa Dachau, il campo di concentramento, all’inizio della guerra si facevano coltivare agli internati erbe e piante destinate alla medicina.  

Tuttavia è stata la lotta alle malattie mentali e delle gravi malformazioni l’aspetto più “oscuro” della politica nazionalsocialista e qui arriviamo alla legge del 1933 intitolata “Caratteri ereditari per migliorare la razza tedesca”. Questa stabiliva la sterilizzazione dei malati gravemente affetti da disturbi fisici e mentali fra quelli elencati in una lista che comprendeva le malattie mentali, sordità e cecità croniche, epilessia e addirittura alcolismo cronico: la sterilizzazione avrebbe evitato a questi tipi di malati di trasmettere i geni “sbagliati” alla prole, intaccando così gli sforzi dello stato di allevare un popolazione quanto più sana e vigorosa.

La giustificazione a questo provvedimento veniva con la volontà di erodere le condizioni di degrado che vedevano malati mentali lasciati a sé stessi soggetti a gravidanze non volute, povertà e violenze.

 

EUGENITICA - EUTANASIA

Il regime, inoltre, non nascose mai che il mantenimento di malati cronici o incurabili, considerati miserevoli e “vite indegne”, richiedeva una spesa elevata e “toglieva” fondi destinati alle famiglie sane con figli sani, che sarebbero stati il futuro della Germania.

L’eugenetica rientrava oltre che nell’ambito razziale (purezza della razza), anche in quello sociale (società più sana) e in quello economico (maggior sostegni alla popolazione). Nel libretto di propaganda “Du und dein Volk” si dice:

 

“Nel caso degli esseri umani il completo rifiuto della selezione ha condotto a risultati indesiderati ed inaspettati. Un esempio particolarmente chiaro è l'incremento delle malattie genetiche. In Germania nel 1930 esistevano circa 150.000 persone in istituti psichiatrici e 70.000 criminali in prigioni e carceri. Essi rappresentavano comunque solo una piccola parte del numero reale degli handicappati. Il loro numero totale è stimato in oltre mezzo milione. Questo richiede enormi spese da parte della società: 4 RM [Reichsmark] giornalieri per un malato di mente, 3,50 RM per un criminale, 5-6 RM per un invalido oppure un sordo. Di contro un lavoratore non qualificato guadagna 2,50 RM al giorno, un impiegato 3,50 RM ed un impiegato statale di basso livello 4 RM (il Ministro del Reich Dr. Frick ha fornito queste stime nel 1933)”.


Meraviglia i nostri occhi di liberalisti la considerazione dell’alcolismo cronico come una malattia tale da richiedere addirittura la sterilizzazione [nota personale: se si dovesse applicare oggi in Italia una grossa fetta di gioventù italiana sarebbe sterile visti i tassi di alcolismo fra i giovanissimi], ma ecco quello che si pensava all’epoca:

 

“Precedentemente gli affetti da questi handicap, se non rinchiusi in istituzioni erano liberi di riprodursi ed in particolare nel caso di ubriaconi ed handicappati mentali il numero dei figli era spesso molto elevato. Una singola alcoolista nata nel 1810 aveva 890 discendenti nel 1839 (ndt: errore tipografico nell'originale, probabilmente nel 1929). La metà era mentalmente ritardata, 181 erano prostitute, 142 mendicanti, 76 gravi criminali, 7 assassini, 40 risiedevano in case per poveri. La donna è costata complessivamente allo stato 5 milioni di marchi che hanno dovuto essere pagati da persone sane e di valore. Essa ha aumentato le tasse e ridotto le opportunità per gli altri”.

                                                                                            

Un altro aspetto, su cui la critica al nazionalsocialismo ha “marciato” moltissimo, fu il piano per l’eutanasia.

Nel 1938 il Führer ricevette la richiesta da parte di due genitori di poter mettere fine alle sofferenze del piccolo figlio Knauer nato con delle gravi malformazioni fisiche (cieco e senza arti) ed affetto apparentemente da “idiotismo”. Adolfo mandò direttamente il suo medico personale alla clinica dove era ricoverato il bambino per capire se effettivamente il caso era così grave. Alla fine la situazione apparve così disperata che diede l’autorizzazione alla “morte pietosa”. Da quel momento fu creato un comitato del Reich per il rilevamento scientifico di malattie ereditarie e congenite gravi. Dovevano essere segnalati:

 

“tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e sindrome di Down (specialmente se associato a cecità o sordità); macrocefalia; idrocefalia; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti, la testa e la colonna vertebrale; inoltre le paralisi, incluse le condizioni spastiche”.  

 

Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri due medici ed un giudice che dovevano raggiungere l'unanimità e se erano verificate le condizioni di gravità si procedeva all’eutanasia. Questo programma, sul quale molto si è elucubrato, detto Aktion T4 (sul sito olocaustos ce n’è una lunga descrizione) finì nel 1941: questo ha fornito alla propaganda antinazista le basi per i discorsi sullo sterminio dei deboli e nei piani di sterilizzazione e di eutanasia dei gravi malformati si sono voluti trovare gli antefatti “delle atrocità e dei crimini” realizzati nei campi di sterminio.

 

(E’ piuttosto strano che nella società attuale considerazioni sull’aborto e sull’eutanasia siano democraticamente migliori nonché considerate segnali di civiltà a confronto delle diaboliche cure di sterilizzazione e eutanasia del Reich.)

3 commenti

  • Memento

    !!!

    E' stato facile modificare,serviva un nemico sul quale scaricare le decisioni idiote della "setta" che governa l'umanità.Come sempre accurata scelta dell'argomento e giuste considerazioni.Ottimo articolo!
    Scritto il: 21/05/2008 19:25:15
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